Mercoledì 30 settembre, il Segretario alla guerra Pete Hegseth ha annunciato il ritorno di Elon Musk nell’amministrazione statunitense. Al patron di Tesla e SpaceX è stata, infatti, affidata la guida della nuova iniziativa americana sulla guerra del futuro, Project Meridian.
Dopo l’esperienza alla guida del Dipartimento per l’efficienza governativa (DOGE) e la successiva rottura con la Casa Bianca, Elon Musk torna a lavorare per Donald Trump. Questa volta il terreno è quello militare: insieme a Palmer Luckey, fondatore del colosso della difesa Anduril, e all’ex speaker repubblicano della Camera Newt Gingrich, co-dirigerà un progetto del Pentagono per stabilire di quali armi e tecnologie avranno bisogno le forze armate americane nei conflitti dei prossimi decenni. Il trio opererà sotto la supervisione del Chief Technology Officer del Dipartimento della Guerra, Emil Michael, e potrà contare su un gruppo di esperti accademici, di politica e di sicurezza nazionale.
L’annuncio è arrivato durante il discorso sullo stato delle forze armate che Hegseth ha tenuto il 30 settembre alla base dei Marines di Quantico, in Virginia. Il memorandum con cui il Segretario ha formalmente commissionato il progetto porta la stessa data ed è indirizzato ai vertici del Pentagono, ai comandanti dei comandi combattenti e ai direttori di agenzie e attività di campo.
Una mappa dei campi di battaglia futuri
Project Meridian dovrà studiare i teatri di guerra del futuro, individuare le lacune nelle capacità attuali e proporre soluzioni concrete per sviluppare, sperimentare e schierare nuovi sistemi, in linea con gli obiettivi della Strategia nazionale per la scienza e la tecnologia 2026. L’orizzonte, ha spiegato Hegseth, va “dal sottosuolo fino a oltre la Luna”, spazio cislunare compreso. Non si tratta di elaborare nuove strategie o politiche, ma di individuare i domini da presidiare e le capacità da padroneggiare.
Il punto di partenza è, secondo il memorandum, la consapevolezza che il vantaggio tecnologico americano non vada dato per scontato. Il documento cita i rapidi progressi di intelligenza artificiale, autonomia, energia diretta, robotica e biotecnologie, destinati a mutare in profondità il carattere della guerra.
Il conflitto russo-ucraino e le recenti crisi in Medio Oriente hanno del resto mostrato il peso crescente di droni e sistemi autonomi, relativamente economici rispetto alle piattaforme tradizionali: per Hegseth, missili, carri armati, navi e caccia non bastano più a misurare la potenza militare.
Il team avrà 120 giorni per concludere il lavoro, il memorandum fissa, infatti, la consegna dei risultati all’ufficio del Segretario entro il 28 gennaio 2027. Il Pentagono prevede un rapporto finale pubblico e non classificato, accompagnato da un’appendice riservata.
La scelta di affidarsi a figure esterne è stata motivata dallo stesso Hegseth. “I migliori analisti dei conflitti futuri”, ha sostenuto, “non si trovano soltanto dentro il Pentagono”, e c’è un rischio evidente di parzialità nel pretendere di formulare le domande e di fornire anche le risposte.
Tuttavia, il coinvolgimento di imprenditori del settore solleva interrogativi.
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SpaceX è già tra i principali fornitori del Pentagono, mentre Anduril è specializzata in sistemi autonomi e tecnologie militari avanzate. Due dirigenti le cui aziende competono per le commesse della Difesa contribuiranno dunque a indicare le capacità che le forze armate dovrebbero perseguire: una situazione che potrebbe alimentare dubbi sui possibili conflitti di interesse, anche se, per ora, i documenti diffusi dal Pentagono non indicano quali salvaguardie siano previste.
Project Meridian è solo uno dei sei annunci presentati da Hegseth a Quantico.
Il più rilevante sul piano organizzativo è la nascita dell’Autonomous Warfare Command (AUTOWARCOM), un nuovo comando combattente, dotato di “autorità simili a quelle di una forza armata”, con il compito di estendere l’uso di sistemi autonomi e robotici a tutta la forza congiunta. Sono inoltre in arrivo nuovi quadri professionali nei dipartimenti militari, per creare percorsi di carriera dedicati ai futuri “autonomous warfighters”.

